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Le fake news a cui non dovete credere

Baby gang: non tutto quello che leggete è vero

10 settembre 2026di Redazione

Le baby gang sono composte prevalentemente da immigrati

Si tratta di un luogo comune altamente diffuso e rafforzato da giornali e propaganda politica. Le baby gang vengono spesso descritte come gruppi di ragazzi stranieri o nati da genitori immigrati in Italia. In realtà non ci sono dati a supporto di questa credenza, anzi: una mappatura del Ministero dell’Interno elaborata da Transcrime afferma che si tratta di giovani ragazzi, spesso maschi, tra i 15 e 17 anni, prevalentemente italiani.

Scende a 10 anni la responsabilità penale per i giovani

Il popolo social ha esultato alla notizia della modifica del codice penale italiano: ora la responsabilità penale per i giovani che commettono crimini si è abbassata da 14 a 10 anni, proprio per scoraggiare i comportamenti violenti delle baby gang. In realtà l’articolo 97 del codice penale non ha subito alcuna modifica: sfortunatamente per il web, i minori di 14 anni rimangono non imputabili.

L’Italia ha il tasso di criminalità giovanile più alto in Europa

Creare allarmismo è l’attività principale di molti utenti social, soprattutto quando le fake news diffuse fanno leva su argomenti di attualità delicati, come la criminalità giovanile. Secondo la ricerca “Dis(armati). Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà” condotta da Save The Children, nonostante i minori e i giovani adulti in contatto con il sistema di giustizia siano passati in Italia da 329 ogni 100 mila abitanti nel 2014 a 363 nel 2023, si tratta comunque di uno dei valori più bassi in Europa.

Chi abita al sud è più soggetto a entrare in una baby gang

Spesso le fake news sono legate a stereotipi già altamente diffusi, come in questo caso. Non è vero che i ragazzi che abitano nelle città del sud sono più soggetti alla criminalità rispetto ai giovani abitando del nord. Save The Children evidenzia, invece, come i reati violenti commessi dai ragazzi siano in crescita in quasi tutte le regioni del nord-centro Italia, con un’attenzione particolare alle grandi città, tra cui Milano, Torino, Bologna e Roma.

Chi entra in una baby gang non ha una figura paterna di riferimento

Secondo un'analisi interna dei servizi sociali del Comune di Napoli, il 97% dei ragazzi che entrano in una baby gang provengono da famiglie in cui il padre è assente sin dalla nascita o se ne è andato prima dei cinque anni del figlio, trovando quindi una stretta connessione tra criminalità e mancanza di una figura paterna. In realtà questa ricerca non esiste, si tratta di una fake news che fa leva su una credenza ormai superata e che non ha nessun rilievo criminologico o sociologico.

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