Squali, delfini e creme solari: attenzione alle bufale dell'estate
Mangiare pesce 3 volte a settimana abbatte il rischio di demenza senile
Mangiare il pesce azzurro fa sicuramente bene, eppure esiste disinformazione anche su questo. Uno studio che ha fatto il giro del web ha rilevato che mangiare pesce azzurro del Tirreno almeno 3 volte a settimana ridurrebbe del 30% il rischio di demenza senile.
Esistono studi che dimostrano come consumare questa tipologia di pesce abitualmente porta a una riduzione significativa dei biomarcatori infiammatori associati all'insorgenza dell'Alzheimer, ma quella iniziale è sicuramente una notizia che fa leva su scoperte di portata generale e non ancora scientificamente dimostrata.
Gli squali sono attratti dal sangue
Si tratta di una delle abilità degli squali più strabilianti che esista, che ha terrorizzato tutti i bambini del mondo e li ha fatti desistere dall’entrare in acqua, anche se con una piccolissima ferita, almeno una volta nella vita.
In occasione della giornata mondiale dello squalo, però, i partner del progetto Life Elife hanno semi smentito la notizia: gli squali sono attratti dal sangue, è vero, ma da distanze ravvicinate e in grandissime quantità; nessuno squalo fiuterà né le mestruazioni di una donna, né il sangue delle piccole ferite.
Il sale marino siciliano è contaminato da cesio radioattivo
Su Facebook è spopolata la notizia di un rapporto riservato rilasciato per errore che avrebbe rilevato cesio radioattivo, nello specifico cesio-137, nelle saline di Trapani.
La contaminazione sarebbe dovuta, secondo il rapporto, all’attività vulcanica nel Canale di Sicilia, ma niente paura: si tratta di una fake news. Non c’è nessun rapporto ufficiale e in ogni caso il cesio-137 non potrebbe essere prodotto dai vulcani. Inoltre, le saline di Trapani sono sottoposte a controlli periodici e rispettano perfettamente i limiti europei.
I delfini ora riescono a neutralizzare le microplastiche
Dai social arriva una notizia fantastica: sembra che i delfini si siano evoluti sviluppando un enzima epatico inedito in grado di isolare le microplastiche rendendole biologicamente inerti.
La scoperta aprirebbe la strada a un'applicazione biotech per la depurazione marina, ma ovviamente si tratta di una falsa notizia. Gli unici studi documentano, invece, un accumulo di microplastiche nei cetacei dalle conseguenze dannose.
Le creme solari bio sono più inquinanti di quelle tradizionali
Sul social è spopolato uno studio dell'Università di Miami che avrebbe dimostrato come i filtri organici presenti nei solari “rispettosi della barriera corallina” si trasformano, a contatto con l'acqua salata, in composti tossici per il corallo.
In realtà le evidenze scientifiche dicono tutto il contrario: filtri chimici come l'ossibenzone sono altamente dannosi per i coralli, mentre i filtri minerali sono attualmente considerati più sicuri.
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