Quello che le donne non meritano
Le ingiustizie e le discriminazioni subite dalle donne nel mese di maggio
Nervoso? Sarà il ciclo
“Sono andato a protestare con l’arbitro, gli ho detto sei impazzito? E niente penso che si sia svegliato così” poi continua ridendo: “come se avesse il ciclo”. Sono le parole del calciatore Neymar al termine di una partita vinta in Brasile 2-0 contro il Remo. Nonostante la vittoria il calciatore si è mostrato deluso dall’arbitraggio, e per descrivere la pessima predisposizione dell’arbitro alla comprensione nei suoi confronti lo paragona a una donna durante le mestruazioni. Ancora una volta si tira in ballo lo stereotipo degli stereotipi del sessismo: quando le donne hanno il ciclo sono nervose e di pessimo umore. Oltre l’estrema banalizzazione di questa condizione femminile in sé (per molte donne vissuta come debilitante ed estremamente difficile) questo episodio mette in luce un altro luogo comune: le mestruazione sono una vergogna, ci rendono incapaci di ragionare lucidamente, di comprendere le situazioni e le persone senza farci sopraffare dalle emozioni. Sarà stata una frase detta con leggerezza, magari anche senza malizia, ma sono proprio queste le occasioni che ci mostrano come la discriminazione di genere è più radicata di quello che pensiamo.
Io dirigo, tu cucini
Ancora una volta il protagonista dello spiacevole fatto è la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Ignazio La Russa. Ospite alla trasmissione di Paolo Del Debbio “Dritto e Rovescio”, il Presidente parla della sua passione per la cucina e del suo piatto forte, la pasta alla norma, invitando il conduttore ad assaggiarla. Sembra però che non sia esattamente la sua specialità, ma quella di sua moglie. Dopo l’invito a Del Debbio precisa: “la cucino insieme a mia moglie, anzi, io dirigo e lei cucina. Perché dice che se cucino solo io poi ci vogliono due cameriere per pulire la cucina”. Una frase detta tra sorrisi e risate che ci racconta tanto. Un aspetto interessante è quello dell’apparente cooperazione che vede sullo stesso piano uomini e donne, ma che poi alla fine è sempre una dirigenza e un rapporto subordinato per niente paritario: l’uomo è la mente, la donna le mani; l’uomo pensa al come, la donna esegue il piano. Insomma, la moglie cucina, ma il merito è del marito: una dinamica che non si limita in cucina. Il vero piatto forte, alla fine, non è la pasta alla norma: è la normalità con cui alcuni ruoli vengono ancora serviti in tavola.
