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Ausilioteca di Aracne, la tecnologia al servizio della disabilità

Ergoproject Plus mette a disposizione dei minori con fragilità del Municipio III uno spazio dove sperimentare tecnologie assistive

04 maggio 2026di Alessandra Testori

L’ombra della tecnologia incombe sulle vite dell’umanitа dal giorno stesso in cui è stata inventata. Dagli anni ’60 in poi, gli incubi tecnologici di generazioni di libri e film sono stati incarnati in mondi distopici, pericolosi androidi e macchine ribelli. A pensarci adesso, HAL 9000 fa quasi sorridere. Ma la paura della tecnologia è ben lungi dall’essere scomparsa: dalle onde elettromagnetiche del microonde ai laboratori di carne sintetica, soprattutto tra i meno giovani c’è chi al solo pensiero rabbrividisce —per non parlare dell’ultima minaccia: la temibile Intelligenza Artificiale.

Ma non tutti si lasciano trasportare dal terrore delle macchine e, anzi, c’è chi è convinto che la tecnologia possa essere un valido aiuto per l’umanità, soprattutto in caso di disabilità. Questa è l’idea alla base dell’Ausilioteca gestita da Ergoproject Plus al Polo Inclusivo Sperimentale di Aracne – La Rete che include. Ergoproject Plus è una società che si occupa di allestire all’interno di strutture, centri e organizzazioni del terzo settore delle Ausilioteche, ovvero spazi nei quali usare Tecnologie Assistive (TA), cioè hardware e software che favoriscono il processo di inclusione ed integrazione di persone con disabilità.

Inaugurata l’anno scorso, l’Ausilioteca ad oggi ospita otto utenti con disabilità di età compresa tra i 9 e i 15 anni che interagiscono con le tecnologie assistive messe a loro disposizione come ausilio e supporto allo studio, alla comunicazione e alla socializzazione.

Ogni persona inserita nella sperimentazione è seguita da un’equipe multidisciplinare che, dopo una prima fase di familiarizzazione con i diversi strumenti, la accompagna in un percorso di sostegno personalizzato in cui può servirsi della tecnologia o del supporto multimediale più adatto alle sue esigenze. Il repertorio di soluzioni disponibili è infatti molto ampio: ci sono computer con tastiere espanse facilitate, L.I.M., Nintendo Switch, tecnologie relative al supporto della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) e diversi software di supporto all’apprendimento.

Grazie a questi strumenti, i ragazzi e le ragazze possono contare su un salvagente che li e le aiuti a capire come comunicare, studiare e interagire senza l’affanno e l’impaccio dei sistemi tradizionali che non tengono conto delle specifiche e personali difficoltà. Attualmente stanno lavorando sul riconoscimento delle lettere, l’esposizione scritta, la gestione dei tempi di attenzione e della capacità di attesa, oltre alla coordinazione oculo-manuale.

In questo senso, le tecnologie assistive non rappresentano soltanto un supporto funzionale, ma anche un cambiamento di paradigma nel modo di concepire l’inclusione. Non si tratta più di adattare la persona a un sistema standardizzato, ma di costruire strumenti e ambienti capaci di rispondere alle differenze individuali. Questo approccio ha ricadute che vanno oltre il contesto educativo: contribuisce a ridefinire l’autonomia, l’autostima e la partecipazione sociale delle persone coinvolte, aprendo la strada a una visione della tecnologia come strumento di equità, piuttosto che di divisione.

Non solo, ma la loro presenza simultanea in Ausilioteca è un’occasione per tutti e tutte per affrontare le difficoltà nelle interazioni interpersonali. A fronte di una ridotta presenza in classe e di una minore partecipazione alle attività extrascolastiche, infatti, i minori con disabilità hanno effettivamente meno opportunità dei loro coetanei di socializzare. Inoltre, nei casi di neurodivergenza, i tipici contesti di interazione possono essere un “incubo sensoriale” che preclude loro la partecipazione alle attività più comuni, mentre l’Ausilioteca rappresenta uno spazio protetto e su misura.

L’esperienza di Ergoproject Plus e Aracne dimostra quindi che la tecnologia non è solo una minaccia per l’umanità, ma può aiutare chi ha più difficoltà e non solo: riesce a trasformare un momento di apprendimento in uno spazio per socializzare e divertirsi.

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