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"La scienza come atto di resistenza": Leonardo Durante al TEDX di Spoleto

Docente, divulgatore e membro del comitato culturale di Fondazione Media Literacy, Durante parla della sua visione di una scienza democratica

23 marzo 2026di Alessandra Testori

“La scienza è un atto di resistenza”. È con questa frase che inizia l’intervento di Leonardo Durante, ingegnere elettronico specializzato in Fotonica e Microonde, insegnante e membro del comitato culturale di Fondazione Media Literacy, protagonista al TEDx di Spoleto dedicato all’importanza di una “scienza democratica”.

Per Durante, la scienza è come una chiave per la porta del futuro, del progresso; eppure, per lungo tempo questa chiave è rimasta in mano a un gruppo ristretto di persone, quelle con il camice bianco. Ma in realtà, si chiede il professore, a chi appartiene davvero la scienza?

Risponde richiamando una celebre massima del premio Nobel per la fisica Richard Feynman: “La scienza è credere nell’ignoranza degli esperti”. Dunque non un dogma, ma un processo aperto, un metodo fondato sul dubbio e sulla verifica continua, con l’obiettivo comune di inseguire la conoscenza.

Questa visione si intreccia con la sua esperienza personale e professionale. Cresciuto a Palermo, nel quartiere Brancaccio, patria di Don Pino Puglisi, Durante racconta di aver compreso fin da giovane una funzione essenziale della scienza: non solo capire il mondo, ma non subirlo e, soprattutto, avere gli strumenti per cambiarlo. Diventato professore, riconosce i limiti di un approccio tradizionale, basato su formule astratte e definizioni decontestualizzate, e capisce che è necessario ribaltare il metodo: partire dai problemi reali, individuare criticità concrete e costruire soluzioni attraverso il lavoro di gruppo. Nascono così progetti in cui la classe si trasforma in un ecosistema operativo: studenti e studentesse assumono ruoli diversi –dall’amministratore delegato al responsabile delle risorse umane, fino al manager della produzione– e lavorano insieme allo sviluppo di un’idea, che viene progettata, testata e, in alcuni casi, presentata in contesti competitivi.

Durante insiste su un punto: senza coinvolgimento reale, senza la necessità di portare avanti qualcosa, la conoscenza resta sterile. È invece nell’urgenza dei problemi quotidiani che la scienza ritrova la sua funzione più autentica.

Da un’applicazione per aiutare chi è affetto da Alzheimer con i farmaci a un robot che grazie all’IA riconosce e differenzia i rifiuti: tutti progetti della sua classe accomunati dall’idea di fondo per cui la tecnologia sia una risposta a bisogni concreti, non un esercizio fine a sé stesso.

In questi percorsi, sottolinea Durante, la voce che emerge non è solo quella del docente, ma anche quella degli studenti e delle studentesse che lavorano insieme, discutono, si confrontano. Non a caso dedica il suo premio di “Docente tra i migliori 50 al mondo” proprio ai suoi studenti e studentesse. La scienza non può essere chiusa in una scatola e trasformata in privilegio, sostiene il prof, ma deve essere condivisa e accessibile: solo così può diventare progresso reale e non semplice accumulo di conoscenze.

Il TEDx si chiude con un invito concreto: diventare “ambasciatori della curiosità”. Ascoltare, leggere, informarsi, condividere. Perché ogni scintilla di curiosità, suggerisce Durante, è già un atto di resistenza, un modo per contrastare l’oscurità dell’ignoranza e costruire, passo dopo passo, uno spazio di conoscenza che appartenga davvero a tutti.

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