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Studenti palestinesi schedati nelle scuole italiane, il MIM: "È per favorirne l'integrazione"

La richiesta (immotivata) di censire studenti e studentesse palestinesi è giunta in tutte le scuole italiane

09 febbraio 2026di Gaia Canestri

Nelle ultime settimane ha fatto scalpore una notizia proveniente dal mondo della scuola, una decisione del Ministero che ha spinto studenti e insegnanti a chiedersi se il passato non ci stia bussando di nuovo alla porta.

"Rilevazione studenti palestinesi anno scolastico 2025/2026" è l'oggetto di una comunicazione rivolta ai Dirigenti delle scuole sia statali che paritarie d'Italia inviata dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Si chiede di indicare il numero degli studenti presenti in ogni scuola e i loro dati identificativi, il tutto senza nessuna motivazione allegata. Presidi, insegnanti e reti studentesche hanno subito chiesto che venisse giustificata questa richiesta, che così formulata assume caratteri quanto meno discriminatori. “In un momento storico in cui il popolo palestinese continua a subire un genocidio, che si perpetua dietro una finta tregua, questo tipo di provvedimenti rischia di alimentare sospetto, stigmatizzazione e isolamento”, denuncia la comunità palestinese. Anche l’Unione sindacale di base (Usb) ha definito “inaccettabile l’introduzione di una vera e propria schedatura su base etnica” considerando poi che il Ministero dovrebbe già essere in possesso di questi dati.

Il Ministero ha replicato specificando che la finalità della richiesta è l’adozione di misure di accoglienza e integrazione nel percorso scolastico; l’opposizione ha sollevato allora una domanda: “Perché partire da un censimento se poi non si spiegano chiaramente obiettivi, modalità e tutele? Se l’intenzione è davvero quella di migliorare l’integrazione, allora bisogna partire dalla trasparenza”.

Non si tratta di allarmismo o di voler vedere il male dove non c'è; se nel mondo "liberale e democratico" che abbiamo costruito dalle ceneri dalla Seconda Guerra Mondiale viene perpetrato un genocidio che fatichiamo a dichiarare tale, forse alla richiesta di un censimento senza nessuna giustificazione è anche lecito domandarsi quale sia lo scopo.

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