Musica

“Perché Geolier e non Giò Giò?”, madre di Cutolo indignata

13 febbraio 2024di Redazione

Daniela Di Maggio critica la scelta del sindaco di Napoli di premiare Geolier

Ieri ha ritirato il premio direttamente dalle mani di Gaetano Manfredi, il sindaco di Napoli. Ma l’entusiasmo della città per l’esperienza sanremese di Geolier è stato presto spento dalle parole di Daniela Di Maggio, madre di Giogiò Cutolo, il ragazzo ucciso a colpi di pistola il 31 agosto in piazza a Napoli. La signora ha puntato il dito sulla cultura della violenza nel rap: “Perché premiare chi nel passato imbracciava il kalashnikov d’oro e mio figlio che è una vittima no? È incoerente, sbagliato”.

Geolier è stato premiato con una prestigiosa targa e con la medaglia della città per aver portato la cultura napoletana sul palco dell’Ariston in una cerimonia con le maggiori personalità del capoluogo campano. Il brano che lo ha portato al secondo posto non contiene alcun messaggio violento, ma non si può dire lo stesso delle canzoni più vecchie – o di qualsiasi testo che parli delle realtà più svantaggiate di Napoli dove, purtroppo, la violenza è intrinseca alla quotidianità. La signora Di Maggio ha affidato il suo sfogo al Corriere della Sera, dove si è detta preoccupata del fatto che premiando Geolier possa passare il messaggio sbagliato; nonostante in precedenza avesse preso le parti del rapper, infatti, sembra che la sua battaglia vada ben oltre il piano personale e si orienti verso l’eradicazione di un’idea della violenza e della criminalità come aspetti da ostentare più generale.

Giovanbattista Cutolo, per tutti Giogiò, aveva ricevuto tre colpi di pistola per una stupida lite avuta con un ragazzo di soli sedici anni in una sera di agosto. Da allora la città di Napoli ha promosso diverse iniziative commemorative, come il Premio Napoli al Mercadante o alcuni eventi a teatro, ed è prevista l’apposizione di una targa dedicata nella piazza dove è avvenuto l’omicidio.

Per Manfredi è stato “naturale” celebrare Geolier, eletto a testimonial per “mandare messaggi positivi […] a questo grande popolo di ragazzi”. Ma se l’onorificenza è stata percepita come un premio a chi ha contribuito a trasmettere una certa immagine di criminalità cui i giovani devono aspirare, allora la reazione non avrebbe potuto essere positiva. Sta tutto nell’interpretazione. E nelle intenzioni future di Geolier che, in base a come si giocherà la propria immagine in futuro, potrà confermare o smentire queste critiche.

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