Scuola

Come si torna a scuola?

Accanto al consueto ripasso settembrino, gli studenti dovranno destreggiarsi con nuove regole da rispettare e provvedimenti da adottare. Vediamo insieme le novità

03 settembre 2020di Daniela Muzzu

Con l’inizio della scuola, la ripartenza non sarà più una vuota fantasticheria o un lontano miraggio: chi già il 7 settembre, chi il 14 o il 22, le date cambiano da regione a regione, ma non lo spirito di fiducia e l’energia che accomuna i ragazzi. La normalità brutalmente interrotta dall’emergenza Coronavirus non potrà essere pienamente ristabilita, ma ciò non impedisce di provare a ricostruirla mattone dopo mattone: la didattica in presenza è uno di questi!

Grandi punti interrogativi hanno a lungo aleggiato sulla riapertura, tanto da costringere diversi dirigenti a rimandare l’inizio per la mancanza di attrezzature adeguate e necessarie per la sicurezza di personale e studenti. La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, insieme al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha presentato le Linee Guida per la ripresa; ogni scuola è un caso a parte e pertano potrebbero esserci delle variazioni da istituto a istituto, ma per evitare che vi perdiate nel grande oceano delle nuove direttive e delle mille fake news al riguardo, abbiamo pensato di facilitarvi un po’ il compito.

Misurare la temperatura prima di andare a scuola: questa semplice e, a lungo andare, forse anche noiosa procedura sarà fondamentale per proteggere noi stessi e chi ci circonda; qualora il termometro riportasse un valore superiore a 37.5˚ o si accusassero sintomi come tosse, dolori muscolari, difficoltà respiratorie o altro si dovrà rimanere a casa e così pure in caso di contatto, nei 14 giorni precedenti, con malati di Covid-19 o persone in isolamento precauzionale.

Distanziamento e strumenti di protezione: tante voci, spesso ambigue e contradditorie, sono circolate a proposito di questo punto altrettanto importante; lo stesso Cts (Comitato tecnico scientifico) ha tergiversato a lungo prima di rendere noto che, per la scuola secondaria (I e II grado), la mascherina può essere tolta se si è fermi e si è in grado di rispettare la distanza di almeno un metro, sarà invece obbligatoria nei momenti di ingresso, uscita e per gli spostamenti all’interno della scuola. La mascherina, si sa, è una buona alleata, ma da sola non basta: ogni studente dovrà avere cura nel lavare spesso le mani nonchè nell’utilizzare i dispenser di gel igienizzante presenti nelle aule e negli spazi comuni. Il Cts consiglia inoltre il regolare cambio dell’aria tra un’ora e l’altra.

Banchi monoposto: molti dei ragazzi che hanno sognato di studiare sui modernissimi banchi con le rotelle, pensati per guadagnare spazio e ottenere le giuste distanze nelle piccole aule, non saranno accontentati. L’ilarità suscitata dalla proposta, i tanti svantaggi (la possibilità di creare disordine e un tavolino insufficiente per libri e quaderni), ma soprattutto l’ingente costo e la necessità di occuparsi di problemi più urgenti hanno fatto ripiegare la maggioranza dei dirigenti scolastici su dei comuni, ma non per questo meno utili, banchi monoposto.

Manifestazione di sintomi riconducibili al Covid-19: se a scuola uno studente dovesse accusare sintomi comuni a quelli per Coronavirus occorrerà allertare il referente scolastico specializzato, misurare la temperatura con strumenti che non prevedono il contatto (es. termoscanner) e informare tempestivamente i genitori. Nel frattempo il ragazzo attenderà di poter rientrare a casa in una stanza utilizzata solo ed esclusivamente a tale scopo. Liberato l’ambiente, la scuola avrà premura di sanificare l’area di isolamento mentre i genitori contatteranno il medico di medicina generale che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario eseguire il tampone. In caso di positività, prima di rientrare in classe, sarà necessario aspettare la piena guarigione clinica (confermata dalla negatività di almeno 2 tamponi); in caso di negatività bisognerà comunque attendere l’esito negativo di 2 tamponi eseguiti a distanza di 2-3 giorni l’uno dall’altro.

Eventuale positività di uno studente: se un alunno risultasse positivo, il Dipartimento di Prevenzione avvierà la ricerca dei contatti, le azioni di sanificazione straordinaria degli ambienti scolastici interessati e deciderà come meglio organizzare le operazioni di screening per personale scolastico e ragazzi. Intanto, tutti coloro che nelle 48 ore precedenti la comparsa dei sintomi sono stati in contatto con lo studente saranno posti in quarantena per 14 giorni.

Ingressi scaglionati e didattica mista: per evitare i comuni assembramenti davanti all’entrata, si è pensato di distribuire gli ingressi e le uscite in più momenti, la parola d’ordine di quest’anno sarà dunque “puntualità”! A cambiare potrebbero essere, per alcuni, anche gli orari degli intervalli svolti nelle proprie aule (in casi eccezionali anche all’esterno) mantenendo rigorosamente le distanze.

Si è detto che ogni istituto è un caso a sè. In particolare, in quelli poco capienti, alcune classi saranno protagoniste della didattica mista che alternerà le lezioni in presenza con quelle online.

Certificato medico: persino la celebre attestazione del medico che ci permetteva di rientrare in salute e sicurezza in classe è riuscita a scatenare il caos nel governo. La prevenzione, specie di questi tempi, non è mai troppa e così i presidi hanno iniziato a richiedere l’obbligatorietà del certificato anche dopo pochi giorni di assenza, un’incombenza senza dubbio non da poco per medici e pediatri. Il Cts e l’Istituto superiore di sanità hanno suggerito di mantenere la stessa linea degli anni precedenti e questa volta non ci si potrà appellare al detto latino “dura lex, sed lex”: nessuna normativa vige al riguardo e i dirigenti potranno procedere come meglio credono.

Con le nuove Linee Guida, scuola e didattica non saranno più come un tempo, ma non bisogna disperare! Confidiamo, anzi, nel rispetto generale di queste regole che renderanno non solo strano, ma anche più sicuro e tranquillo il nuovo anno. E se per i più scettici ciò non dovesse bastare ricordiamo che, per chi dovesse trasgredirli, i provvedimenti non saranno tanto leggeri.

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